venerdì 11 giugno 2010

Perchè in fondo siamo tutti un po ragni...

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Perchè in fondo
siamo tutti un po "Ragni"

Dopo tanto tempo rieccomi. E' così tanto tempo che non scrivo che sono stato costretto a rileggere i vecchi posto per ritrovare il filo conduttore. Ma sono rimasto stupido nel vedere in quanti continuate a leggere queste pagine. Grazie a tutti.

Sono passati mesi, che se vogliamo possiamo definirli di voluto silenzio, o nello stesso, di forzato silenzio. Mesi nei quali “forse” tutto è andato come non sarebbe dovuto andare, o semplicemente tutto è andato nell’esatto modo in cui il destino aveva scelto per me. Certo, tutto è recriminabile, ma io credo sempre in quello che faccio fino alla fine, e continuo a crederci anche quando le cose non vanno come ci saremo aspettati, o forse come ingenuamente avevamo sognato. Forse pecco un po’ d’ingenuità? Forse si, o forse ho il mio modo di vedere le cose, il mio modo di “annusare” le persone che mi circondano, e io, come tutti, tesso la mia tela. Tutti noi tessiamo la nostra tela, e nessuna delle nostre può essere perfetta come quella dei ragni, ma tutte sono mezze ricurve, imperfette, dove ogni imperfezione, è lo specchio di noi stessi e dei nostri sbagli. Credo però che a differenza di questi piccoli insetti, che creano la loro tela con un unico scopo, noi potenzialmente, siamo in grado di disegnarne di due tipi. E sta solo a noi, scoprire di che tipo è. Alcune persone stringono e disegnano linee per attirare e stringere a se persone, che poi in un modo o nell’altro, servirebbero, o aiuterebbero, o semplicemente inculerebbero. Unica fatica, creare la tela, chi entra in un modo o nell’altro è fottuto, chi riesce a liberarsene, ne resterà per sempre scottato. Poi ci sono quelle persone che si sforzano nel disegnare linee, con l’unico scopo di riuscire a tenere strette le persone care, chi “viene intrappolato” in questo appiccicoso groviglio, è protetto, è amato, e può contare su una fiducia ceca, che spesso si basa sulle fondamenta dell’istinto. Istinto che sempre e comunque ti bussa alle spalle per dare il suo parere, e molte volte ci pentiamo di non averlo ascoltato. Questa tela però è la più brutta da vedere, perché a differenza della prima, non nasconde nulla, questa tela è costruita da chi non nasconde il suo essere, non nasconde la sua forza e tantomeno non si vergogna di mostrare le proprie debolezze, ma chi ne viene catturato, può star tranquillo che “il ragno che l’ha imprigionato” farà di tutto per far in modo che quei fili invisibili siano tutti i giorni, e con la stessa forza, intrisi di un vischio inesistente che unisce e trattine, alimentato quello che poi si chiama “un rapporto di fiducia e di rispetto”. In fondo sappiamo tutti che ognuno di noi, ha qualcosa che alcuni definiscono, angelo custode, altri un aurea ed altri ancora in decine di altri modi... A me invece piace credere che, siamo tutti un po’ ragni, dove per spirito di sopravvivenza tessiamo le nostre tele per non restare soli… E tu che ragno sei?

Giovanni