lunedì 15 febbraio 2010

Sogno e Impresa. La Fb Corse è arrivata!

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“Sogno e impresa. La FB Corse è arrivata"

Cari amici, finalmente l’avventura è ufficialmente incominciata. Giovedì scorso è stata presentata la nuova scuderia FB Corse, che gareggerà nell’imminente campionato 2010 di MotoGp. Sogno. Questa è la parola più ricorrente di tutto il progetto. Che di sicuro, ha poco, di ovvio, nulla, di certo non si sa. Nulla è dato al caso, questo è scontato, ma tutto ruota intorno ad una sola parola: sogno. Sogno dei titolari dell’azienda, sogno dei progettisti, e sogno di tutti quelli che ci lavorano, e nel mio piccolo, ci aggiungo anche il mio, di sogno. Già, perché vedere il logo dell’iniziativa “Una goccia di gioia”, su una motoGp, non è cosa da tutti i giorni.


Essere riusciti a esportare un messaggio umanitario così importante, nato dal mio ultimo romanzo, in campo internazionale, non capita tutti i giorni. Questo significa forse che il progetto è sano e forte? Significa che ho avuto tanta fortuna? Significa che… Volete sapere la verità? Spero che sia l’insieme di tutto. Certo, tutto questo, non è un grande traguardo, ma è solo il punto di partenza di un anno di grandi sforzi. Ma è un sogno, ed io amo sognare. Ci sono persone che vivono la realtà dei giorni, senza credere che si possa sognare, facendo scelte dettate dalla convenienza, dalla semplicità e che non rischierebbero nemmeno un capello per tentare di realizzare qualcosa. Rispettabilissime s’intende, ma ci sono persone che amano sognare, e qualche volta, uno di questi sogni, riescono anche a realizzarlo.

Intendiamoci, il team FB Corse, è frutto di una mente “pazza”, che negli anni della recessione economica, ha sfidato tutto e tutti, compresi noi connazionali che non gli credevamo. Giovedì la moto era lì, con tutto il suo splendore. Una mente, due uomini, Ferrari e Bertocchi, contro i più grandi colossi mondiali, un pugno di persone che ridono e si sporcano le mani, contro le più grandi multinazionali del mondo. Nessuno ci credeva, solo loro. Alla fine hanno avuto ragione. Sarà che il mio spirito è lo stesso, ma ho avuto la fortuna di seguire in questi ultimi mesi lo sviluppo di questo progetto, e credetemi ragazzi, sembrava vivere in un'altra dimensione. Un po’ come quando Enzo Ferrari, con in mano un pugno di idee, e in tasca un pugno di polvere, creò quello che oggi è uno dei marchi più prestigiosi del mondo. Sognate ragazzi, perché oggi, la stabilità di un amore dettato dall’opportunismo, la sicurezza di un qualcosa che c’è perché c’è sempre stato, non è nulla anche confronto la sconfitta di una sfida. Sognate e rischiate, perché non tutto è possibile, non tutti i sogni si possono realizzare, ma almeno uno riuscirete a trasformarlo in realtà, e sarà la vostra impresa. Quello che avete voluto. E allora, potrete svegliarvi con il sorriso, vostro e sincero. Io ci credo, e Giovedì ho avuto la dimostrazione che i sogni possono essere realizzati. Non sono riuscito a restare indifferente allo sguardo di Ferrari quando ha tolto il telo dalla moto, e cercavo di immaginare a cosa diavolo stesse pensando in quel momento. Ma non credo che potrò mai saperlo, era lui e lui solo con la dimostrazione della sua impresa. Così come anche il mio cuore ha battuto all’impazzata, quando ho visto sulla moto, il logo dell’iniziativa stretta con Fratres, e recante il mio nome. Iniziativa nata con il mio romanzo “IO. Una lacrima di gioia”, che mi ha fatto premiare lo scorso anno e che mi ha regalato questa mia immensa gioia in questo. Un grazie a tutti, dagli amici, ai parenti, alla Fratres che continua a credere in me, e un enorme grazie ad Andrea Ferrari, amministratore della FB Corse, che mi ha dato questa meravigliosa opportunità, e mi ha dato anche modo di partecipare a questa meravigliosa impresa. Vada come vada, ragazzi, occorre essere obiettivi, è già un successo. Avere il coraggio di osare, avere le palle di prendere la via nuova, pur non sapendo dove porterà e consapevoli dei tanti rischi contro le poche certezze. Queste sono le sfide, che se si vincono sono imprese! Ma comunque sia resteranno sempre incorniciate nei nostri ricordi.

Giovanni Blandina








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