sabato 23 gennaio 2010

"Una pietra di burro", ho premuto il tasto "Canc"

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Sabato uggioso. Sono a casa con il pc rivolto verso la finestra e ho deciso di aprire il file “Una pietra di burro”, fare “seleziona tutto”, e di premere il tasto “canc”. In un attimo le mie pagine sono state spazzate via. E mi sono fermato a riflettere su quanto sia facile cancellare tutto per ritornare ad avere un foglio bianco. Perché l’ho fatto? Perché con il prossimo libro voglio stupirvi. E mi sono venute in mente delle tematiche forti da voler affrontare. Ho deciso di mettermi in gioco con un libro “difficile”. Quindi non darò la voce alla mano di un pianista, ma darò voce alla mano di un uomo sconosciuto, che è stata trapiantata nel corpo del pianista. Il trapianto degli organi, una magia della medicina moderna, quali risvolti ha nella psiche umana? Vivere con una parte del corpo che non è tua, è veramente così facile? Scrivetemi tutti le vostre opinioni!

Ma questa mattina, rifletto anche sulla facilità di premere il tasto “canc” e mi chiedevo, come mai non è così facile da premere nella nostra vita per cancellare le esperienze passate? Perché spesso facciamo cadere nel nostro presente ombre e dubbi del nostro passato? Perché siamo impossibilitati a vivere ciò che la vita ci regala, ma facciamo in modo che il passato interferisca in modo invadente? Questo sarà “Una pietra di burro”.

Incomincio subito a scrivere …

Ciao amici.


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