domenica 13 dicembre 2009

"Una pietra di burro", le prime righe...

Reazioni: 

Domenica. Uggiosa grigia e fredda.
Tempo ideale per stare a casa sul divano lontano dalla frenesia dei centri commerciali. La mia mente piena di pensieri proiettata ad un 2010 importante e molto impegnativo, che mi porterà a fare scelte e scommesse importanti è stufa di macinare pensieri e preoccupazioni. E così ho sentito che è arrivato, finalmente, il momento giusto per incominciare a scrivere il mio nuovo romanzo. "Una pietra di burro" è il titolo. Se nel primo era un cuore a parlare per raccontare l'amore, e nel secondo era una lacrima a raccontare un emozione, nel terzo una mano vi farà scendere nei più intimi pensieri che il tatto possa regalare. E così come per il secondo romanzo, anche per questo potrete leggere in questo blog il diario di questa nuova avventura e potrete interagire con me, durante la scrittura. Il mio obiettivo è far uscire il romanzo nel corse del prossimo inverno, poco dopo la presentazione del libro diario della MotoGp scritto all'interno del Team FB Corse per il quale collaboro. Io come al solito ce la metterò tutta con la speranza di bissare lo stesso successo di "IO. Una lacrima di gioia" che il prossimo anno verrà lanciato in ambito mondiale contestualmente alla presentazione dell'iniziativa "Una goccia di gioia" sponsor del team FB Corse.
Un caro saluto e un regalo per voi...


"UNA PIETRA DI BURRO"

Mi sono chiesta molte volte il motivo per cui, non posso mai fare quello che desidero, ma devo costantemente sottostare al volere di una forza molto più grande della mia. Non sarei qua, adesso, a sfiorare con grazia freddi tasti bianchi e neri, in una taverna scura che imprigiona la mia melodia, logora dal passare del tempo, e privata della possibilità di essere me stessa. La capacità di ribellarmi a questo perenne schiavismo, non è contemplata, non mio essere. L’idea di dover sempre sottostare al volere di qualcuno ha sempre condizionato la mia vita, ma più passavano i giorni e più vedevo che, in fondo, non ero l’unica a dover vivere in questo modo, e così la mia voglia e la mia capacità di reagire a questa persecuzione, vennero meno. Rassegnata ad essere un comune strumento vivevo i miei giorni consapevole di poter essere protagonista, in attesa che lui si accorgesse che quel giorno è già stato scritto e oltre alle sue note, avrebbe sentito che dal vaso di pandora, la speranza ha già iniziato a bussare prepotentemente...

Giovanni Blandina



Nessun commento: