venerdì 17 luglio 2009

Vogliamo anche noi giovani un futuro...

Reazioni: 

Oggi non scrivo per raccontarvi le avventure del mio romanzo. Oggi vi scrivo per condividere con voi qualche mio pensiero, perché è mio piacere che voi mi conosciate oltre per i miei libri anche la mia persona. Rifletto spesso su cosa significa essere un autore emergente, e ricevo decine di mail di altri scrittori con cui ci confrontiamo. Quello che penso io, è che oggi emergere è difficile se non impossibile, e io credo che l’unico modo per riuscire ad ottenere qualche risultato sia sgomitare con tutte le forze, senza la speranza che qualcuno ci regali qualcosa, o che sia nostro diritto entrare nell’olimpo della notorietà solo perché abbiamo scritto “quattro righe”. Ed è chiaro che non è facile, e la percentuale di successo è ridotta a una sciocca illusione. Penso che questo aspetto, rifletta una realtà generalizzata nella nostra Italia e mi fa rabbia pensare quanto i giovani oggi siano costretti a sopravvivere in invisibili gabbie. So che scrivo qualcosa che porterà a forti critiche, ma sembra che viviamo anni in cui l’egoismo dei nostri padri o i nostri nonni faccia in modo di azzittire, e di nascondere in tutti i modi, il grido innovativo dei giovani che vogliono cambiare e vogliono migliorare. E’ chiaro il motivo. Perderebbero le loro cariche e verrà alla luce quanto il nostro sistema sia realmente obsoleto e controproducente. Siamo Italiani e ci conoscono in tutto il mondo per questo aspetto. Siamo franchi, chi ci governa, o chi ci comanda oggi non conosce i sistemi di comunicazione moderni, perché è naturale che non possa conoscerli. Arriva da una realtà e da un sistema che non ha più nulla da spartire con quelle che sono le necessità di oggi. Dov’è la politica proiettata al futuro? Perché, qualche anno fa, un semplice impiegato (con la quinta elementare) poteva acquistarsi casa e lasciare la moglie ad accudire i figli, e oggi stenta ad arrivare a fine mese. Chi veramente sta o è stato bene? Dibatto molto spesso di questi aspetti facendo paragoni con il passato, e l’unica cosa che mi sento rispondere è che “noi giovani abbiamo troppi vizzi”. Una risposta semplice che nasconde dietro ad un dito i reali problemi. Perché è questo il problema oggi. Tutti conosciamo i reali problemi che dovranno affrontare un domani i giovani ma nessuno li prende in mano con coraggio. Oggi l’affitto di un appartamento incide sul 60 % di uno stipendio REALE di un normale operaio. Una volta incideva per il 20% … La risposta a questo quesito è che noi siamo dei “bamboccioni” e non che la matematica non è un opinione. I nostri genitori avevano l’equocanone… ma come mai se lo sono dimenticato? I nostri genitori hanno avuto la possibilità di utilizzare il TFR per comperare la casa, noi il TFR DOBBIAMO utilizzarlo per garantirci una pensione, che in alcuni casi loro vedevano già a quarant’anni, e che noi vedremo a che età? E allora dico basta giudicare…

Cari Papà e cari Nonni, siete voi che ci avete messi al mondo, e voi dovevate garantirci un futuro, perché è il vostro dovere. Non vi chiediamo di farlo, ma solo di lasciarci lo spazio per crearcelo da soli.

Per tutte le informazioni:

www.giovanniblandina.blogspot.com

giovanni.blandina@tiscali.it

1 commento:

realife ha detto...

I nostri nonni,caro Giovanni, non avevano nient'altro che il lavoro. Ne erano quasi schiavi. Lavoravano 12 ore al giorno sette giorni su sette, non conoscevano le ferie, il mare, l'i-phone da 600€ più tutti gli accessori per la tv lcd da 40 pollici collegabile all'impianto hi-fi di ultima generazione, l'automobile da 40,000€, la motocicletta, il collegamento ad internet adsl e FACEBOOK!!!! (il social network indispensabile che fa perdere tempo ai "giovani di nuova generazione" il 50% del tempo che dovrebbero normalmente dedicare al lavoro, che è già precario ma che sembra non avere alcuna importanza oggigiorno. Senza dimenticare la playstation e l'xbox 360. La lavastoviglie, la lavatrice, la stirella ed il supermercato sotto casa con i cibi precotti dai prezzi esorbitanti. Il vino, lo champagne, i tavolini prenotati in discoteca....potrei andare avanti per ore.
La mia opinione sui giovani emergenti di oggi, è che vogliono guadagnare 2000€ al mese facendo il minimo indispensabile. Correggimi se sbaglio. Hanno la possibilità di studiare fino a trent'anni mantenuti dai genitori, gli stessi che ora accusi di averci messo al mondo quasi come se dovessero provvedere in eterno al nostro mantenimento. Guarda che il dono della vita è prezioso sia che tu faccia lo scrittore o che stia chiuso tutto il giorno in fabbrica a produrre oggetti in ferro battuto. L'importante è fare qualcosa di utile per la società e per assicurare a te ed alla tua famiglia una vita decente. Non si vive solo di sogni e di speranze, spesso bisogna guardare in faccia la realtà e tirarsi su le maniche senza polemizzare sul perchè sei così sfortunato da non avere il successo che, forse con un pizzico di presunzione, ritieni di meritare!
Buona fortuna.