

Il Blog di Giovanni Blandina Scrittore. Premiato con il premio Cornelia come "Scrittore emergente 2009", con il suo nuovo romanzo "Io. Una lacrima di gioia" e con l'iniziativa "Una goccia di gioia" stretta con Fratres donatori di sangue (www.fratres.org)




Mi sono chiesta molte volte il motivo per cui, non posso mai fare quello che desidero, ma devo costantemente sottostare al volere di una forza molto più grande della mia. Non sarei qua, adesso, a sfiorare con grazia freddi tasti bianchi e neri, in una taverna scura che imprigiona la mia melodia, logora dal passare del tempo, e privata della possibilità di essere me stessa. La capacità di ribellarmi a questo perenne schiavismo, non è contemplata, non mio essere. L’idea di dover sempre sottostare al volere di qualcuno ha sempre condizionato la mia vita, ma più passavano i giorni e più vedevo che, in fondo, non ero l’unica a dover vivere in questo modo, e così la mia voglia e la mia capacità di reagire a questa persecuzione, vennero meno. Rassegnata ad essere un comune strumento vivevo i miei giorni consapevole di poter essere protagonista, in attesa che lui si accorgesse che quel giorno è già stato scritto e oltre alle sue note, avrebbe sentito che dal vaso di pandora, la speranza ha già iniziato a bussare prepotentemente...
Giovanni Blandina

Sapete cari amici. Credo di aver trovato un aspetto che sarà all’interno del mio prossimo libro. Capita spesso, che il tuo sguardo proiettato verso un punto fisso t’impedisca di guardare con attenzione ciò che ti sta accadendo realmente. Forse per distrazione, forse anche in buona fede, o forse perché vuoi far di tutto per negare a te stesso una sacrosanta e limpida verità, fino a quando non accade la cosa più banale e più scontata. Quello che poteva essere un insignificante dettaglio, sparisce, e da quel preciso momento ti accorgi che quello stupido dettaglio, in realtà, era la forza e la gioia dei tuoi giorni. Ti accorgi di averne goduto, magari egoisticamente, di tutti i vantaggi che gratuitamente avevi, e non desti il minimo interesse nel cercare di capire il motivo per cui, quella pioggia che cadeva dal cielo, era acqua profumata e, per una volta, non era merda. A quanti di voi è capitato? Quanti hanno scoperto il valore di una persona cara, un amico, un’amica, un gatto, un cane, una ragazza, un ragazzo o di un parente, solo dopo che lo si vedeva di schiena andare via? Li tutto si blocca, è l’unica cosa che ti passa per la testa è che, in fondo, chiunque tu sia, o qualsiasi cosa tu faccia, non sei null’altro che un uomo o una donna. Uno stupido insignificante dettaglio, può dimostrarti in poco meno di dieci secondi che sei un emerito coglione. Dal bianco al nero, senza soluzione di continuità, proprio come piace a me. Lo vogliamo chiamare masochismo? No io la voglio chiamare realtà. E’ bello sognare, io amo farlo, ma l’errore in cui una persona può incappare è quello di farsi sopraffare dal sogno, facendoti emarginare dalla realtà, e impedendoti di capire che magari, il sogno, è li accanto a te, che senza fare rumore, sta già facendo tanto, forse più di quello che meriti. Te ne accorgi tardi e ti senti impotente, ma la cosa che ti toglie il fiato, che ti impedisce di parlare, che non ti permette di spiegarti come vorresti, è che quella persona, nonostante tu sia stato un perfetto imbecille, decida di continuare a starti accanto, di accettare le tue scuse, magari incazzata nera, e ti dimostra con i fatti, che in realtà non si è mai allontanata più di tanto dal posto in cui era. Ed è in quel momento che ti senti puzzolente. Una puzza impregnata nei panni che ti porti appresso e che rappresenta tutto lo schifo che hai raccolto nel corso della tua vita. Una puzza di cui non ti vuoi liberare ma che ingiustamente fai odorare anche a quelle persone che non meritano di subire il tuo passato. Annusi profondamente… e in quel momento hai la dimostrazione che da quello stupido insignificante dettaglio, hai avuto un insegnamento grande, di quelli che non avresti mai dimenticato. E come un piccolo bruco si trasforma in una splendida farfalla, l’insignificante dettaglio si mostra agli occhi per quello che, in realtà, era già da qualche tempo. Puoi continuare per la tua strada, oppure puoi trarne una lezione di vita. A te la scelta e a nessun altro. Io intanto, nel dubbio, mi sono cambiato la camicia!
Ciao Giovanni

Caro Babbo Natale. Non esiste Natale senza che tu passi giorni e giorni a leggere milioni di letterine che imprigionano sogni. Ma non necessariamente questi sono sempre e solo di bimbi. E quindi eccomi qua. A scrivere la mia lettera, per rendere il mio Natale un vero Natale. In fin dei conti cosa c’è di male? Non posso anche io continuare a sognare? Non posso anche io avere dei desideri nel cassetto anche se ormai ho varcato la soglia dei trenta? Dunque vediamo… Per questo Natale vorrei: la pace nel mondo, che le guerre finissero, che i ghiacciai si riformassero, che Scrat riesca a mangiare quella benedetta ghianda, che Berlusconi possa trombare in pace, purché non se le trombi tutte, e anche, dai Babbo, che io faccia un misero 6 al superenalotto. D’altra parte che ti costa? E’ solo un pezzo di carta con dei puntini neri. Giuro che la vado a giocarla io! Dai scherzi a parte, chi se ne frega della pace nel mondo! Le lettere di Babbo Natale sono egoiste, dove ognuno, per una volta, ha la possibilità di pensare solo ed esclusivamente a se stesso. Altrimenti il dono non sarebbe tutto suo! Dunque vediamo. Emmm bho… Voglio questo, voglio quello, ... ecco ..., no questo non va bene, quello ce l'ho. Alla fine pensandoci bene cosa potrei chiederti? Sai che non lo so! Effettivamente forse ti scrivo per sapere come stai. O per sapere solo se leggi anche le lettere dei vecchi trentenni rincoglioniti. Quindi caro Babbo sai che ti dico? Tu regalami, per questo Natale, semplicemente la tua presenza nei nostri cuori, e nelle nostre case. Perché tu vecchio barbone, ancora resisti al progresso e al consumismo. E se qualcuno osasse cancellarti dalla nostra vita, come i crocefissi dalle scuole, bhe non ci restare male. Anche i valori cambiano. Sai Babbo. e se prima erano quelli di un povero disgraziato appeso ad una croce, oggi sono i trans, gay, bisex, transex, Drag queen. Che vuoi Babbo, tu non le sai queste cose! Al massimo ti facciamo studiare a scuola come i dialetti. Anzi facciamo diventare lo studio della tua storia Legge! Mi ci impegno io. Faccio il gruppo su Facebook come i migliori politici fanno, e raccolgo i fan. Perché qua caro babbo, sai che non è che abbiamo poi tutti questi gravi problemi da risolvere, e allora si può perdere tempo in stronzate. La pace del mondo! Hihihihh, dai Babbo, al massimo per tornare di moda basta che … finalmente dopo secoli e secoli, ti fai beccare da Corona con la Befana! Perché è questo che vogliamo sapere di te. Non quello che fai o quello che sei o cosa rappresenti. Noi vogliamo solo sapere se te, finalmente con la Befana … Adesso ti saluto. Caro Babbo. Ci sentiamo il prossimo anno. O ci vediamo su “Chi” o “Novella2000” forse, finalmente anche perchè tu in estate mi vuoi dire che cosa fai?
Finalmente posso nuovamente essere in mezzo a tutti voi. Connessione ristabilita!
Non crediate che in questi giorni io sia stato fermo anzi! Stiamo lavorando alacremente per l’incredibile avventura che mi vedrà coinvolto il prossimo anno nel campionato mondiale MotoGp. Abbiamo molte idee, e tra pochi giorni piano piano, inizierete ad essere coinvolti anche voi. Ma non è tutto. Il prossimo anno se tutto andrà bene usciranno due nuovi libri. Il primo è il libro ufficiale del campionato mondiale MotoGP visto dall’interno del team FB Corse, con tutti i retroscena che le telecamere non vi potranno raccontare. Naturalmente anche in questo libro, a raccontare la storia, sarà una “cosa”, come mia abitudine, e in questo caso sarà la moto in prima persona a raccontarvi questa avventura. Non dimenticate che scenderò in campo per portare in mezzo ai motociclisti di tutto il mondo l’iniziativa “Una goccia di gioia”, e quindi cercheremo di sensibilizzare i motociclisti di tutto il mondo su questo importante argomento. Poi se il tempo lo consentirà, uscirà il mio nuovo romanzo, “Una pietra di burro”. Dopo “L’Errore della bellezza”, raccontato da un cuore e “IO. Una lacrima di gioia”, raccontato da una lacrima, ho deciso di dare voce ad una mano . La mano del protagonista: un pianista. Farò in modo di bissare il successo del mio ultimo romanzo e di onorare il premio che ho ricevuto quest’anno. Come vedete c’è moltissima carne sul fuoco e sono felice di avervi accanto. Presto potete anche seguirmi sul sito ufficiale del team FB Corse (www.fbcorse.it ) con divertenti aneddoti di un mondo di passione.
A presto.
Giovanni

Ieri per mi hanno "tagliato" i fili del telefono.
Adesso, mi ritrovo isolato senza internet per venti giorni, e devo ripagarmi anche tutte le spese di attivazione della linea. Così il mio lavoro per la mia iniziativa con la Fratres donatori di sangue, deve interrompersi, per uno stupido dispetto fatto senza alcun motivo. Mi chiedo come mai ci siano persone così egoiste al mondo, che pensano solo a se stessi, ai loro interessi personali e dispensano cattiveria gratuita per trarne, spero, almeno qualche malsana soddisfazione personale. Tagliare una linea telefonica a chi poi, la sera e la notte non fa altro che lavorare per se, e per migliaia di persone che hanno bisogno del nostro aiuto, senza chiedere nulla e senza dare fastidio alcuno. Questa è vita. E nella nostra vita incontriamo persone che danno e persone che tolgono. Questo per me è un periodo pieno di impegni. Non riesco neanche a tagliare l’erba del giardino. Nonostante ciò, si aggiungono un sacco di imprevisti. E quindi corri di qua e corri di là. Come se non bastasse, qualcosa si rompe, proprio quando non dovrebbe. E allora organizzati per risolvere il disagio, senza lasciare nulla indietro, e senza abbandonare le cose al caso. E’ tutto? No! Periodo di influenza. E perché gli altri si e io no? Sarò mica fesso che mi faccio privare di questo meraviglioso incontro. Così mentre riesco a trovare cinque minuti per sdraiarmi sul divano e rilassarmi con una sigaretta, apro la bolletta e mi si sgranano gli occhi. La richiudo e…. apro l’altra! Se prima ero agonizzante questa mi ha dato il colpo finale. Alzo il telefono per chiamare un amica ed è muto… Ma cazzo! Erano cinque minuti di relax e me li faccio rovinare da due stupidi pezzi di carta? O dalla frizione della macchina che si è rotta? O dal pezzo che devo ancora scrivere? O dal naso che mi cola? O dalla lavatrice da svuotare? O dalla pasta che si sta scuocendo? O dal cellulare che squilla ogni cinque minuti? O dai conti che non tornano? O dal telefono che è diventato muto? O dalla connessione internet che non funziona? No!
E allora rifletto e sento che nonostante tutto, nonostante la vita sia veramente difficile per tutti, io sono felice di viverla. E mi sento ogni giorno di volare. Perché la vita è un viaggio, che in un modo o nell’altro siamo obbligati ad affrontare. Non vi è scelta. E allora decido di affrontarlo volando, per il gusto della libertà, per vedere tutto dall’alto, per affrontare quei problemi che ti costringono a credere di essere non in cielo ma a un metro sotto terra. Ma anche li, quando siamo sommersi dai casini, quando tutto ci frana addosso, quando non vediamo il sole, non dobbiamo permettere che qualcuno o qualcosa possa riuscire a modificare il nostro spirito. E allora, sorridete sempre, anche quando è difficile. Immaginate sempre di volare anche quando dovete scavare con le unghia in cerca di ossigeno. Non cercate un colpevole in chi vi ama, ma continuate ad amarlo e continuate ad aiutare anche quando voi avete bisogno di aiuto. Quando tutto sembra essere difficile, anche quando gli imprevisti piombano prepotentemente davanti a me, io sorrido, e mi piace l’idea di poter pensare che sto volando…
Sto volando un metro sotto terra.
Giovanni


Ciao a tutti cari amici.
Oggi vi scrivo per proporvi la lettura di un’intervista uscita nel numero Novembre di Piemonte mese, fatta con il giornalista Nico Ivaldi. Cliccate sul link qua sotto per scaricare la rivista.
http://www.piemontemese.it/contenuti/pdf/PM%20novembre09.pdf
Non perdetevela!
Giovanni

Ciao a tutti.
Oggi vi scrivo senza un motivo particolare, ma solo perché sono felice. Ieri sera è stato mio ospite il titolare del team di motoGp FB Corse, Andrea Ferrari. All’inizio quando lo aspettavo, non sapevo cosa sarebbe successo e quale persona avrei conosciuto, ma tutti i dubbi sono caduti dopo la prima stretta di mano. Simpatia, semplicità e cordialità, insomma un grande incontro. In un attimo ho avuto la sensazione che tutte le mie tensioni fossero state inutili. Ci sediamo in salotto, apriamo un bianco, e iniziamo a parlare. Grandioso. Saliamo in macchina e andiamo a cena, una pizza, un buon rosso e continuiamo a chiacchierare. La sera prosegue con un grande spirito positivo, e s’intervallano momenti di leggerezza con momenti di grande serietà. Neanche quando, facendoci largo tra la nebbia, riusciamo a tornare
Non posso poi non dirvi, che il prossimo anno lanceremo insieme la mia iniziativa “Una Goccia di Gioia” stretta con Fratres donatori di sangue. Abbiamo già un sacco di idee simpatiche…
Stay tuned
Giovanni Blandina
www.giovanniblandina.blogspot.com
